COmeta: il design che prende forma insieme alla comunità autistica

Dalla vita reale al progetto

Si è conclusa la XIV edizione del Laboratorio COmeta della Scuola del Design del Politecnico di Milano, un’esperienza didattica che ha posto la qualità della vita delle persone autistiche al centro del processo progettuale, portando l’integrazione continua e diretta con la comunità autistica.

Lo scorso 22 Gennaio si è tenuta una mostra aperta al pubblico che ha presentato i progetti sviluppati dagli studenti e dalle studentesse, esito di un percorso di ricerca e progettazione fortemente radicato nelle esperienze di vita reale delle persone autistiche.

All’interno del Laboratorio, la ricerca con le persone non è stata concepita come una fase preliminare separata, ma come elemento strutturante dell’intero processo progettuale. Le prospettive delle persone autistiche hanno accompagnato tutte le fasi del lavoro: dalla formulazione delle domande di ricerca alle scelte progettuali, dalla definizione delle priorità fino alla valutazione degli esiti finali. Questo approccio ha dato origine a progetti eterogenei, concreti e fortemente situati.

L’esame finale ha assunto la forma di una mostra, ospitata nell’atrio principale del Politecnico di Milano, che ha restituito la ricchezza e la varietà dei temi affrontati: dalle attività sportive, come il nuoto e il bowling, alla selettività alimentare, fino a ambiti più consolidati – quali l’igiene personale e i trasporti – riletti attraverso prospettive inedite. La pluralità dei contesti indagati riflette la complessità delle esperienze quotidiane delle persone autistiche e mette in luce il ruolo del design come strumento capace di rispondere a bisogni autentici e specifici.

Ogni gruppo di lavoro ha realizzato un modello fisico, tangibile e interattivo, consentendo ai visitatori di esplorare direttamente le proposte progettuali. La dimensione esperienziale della mostra ha favorito un dialogo attivo e una valutazione condivisa dei progetti, basata sull’interazione diretta con gli artefatti.

Le persone autistiche e le associazioni della rete COmeta hanno partecipato attivamente alla valutazione dei lavori insieme alla docenza, contribuendo in modo sostanziale al momento conclusivo del Laboratorio. Un’esperienza che evidenzia come la collaborazione autentica implichi la condivisione dei processi di costruzione del sapere e una ridefinizione delle gerarchie tradizionali del progetto.

La mostra restituisce una visione del design come pratica capace di facilitare il dialogo tra prospettive diverse e di valorizzare la complessità dell’esperienza umana.

I progetti finali di questo anno sono

Rollie

Gruppo: Basarab Karyna, Coco Martina, Corradi Carlotta, Zanetti Luca Vittorio

Una borsa compartimentata pensata per il nuoto in acque libere, progettata per supportare persone autistiche nello svolgimento della loro passione sportiva in modo autonomo e organizzato.

Dual Grip

Gruppo: Bertinazzo Michele, Frigerio Elena, Gementi Martina, Tagliabue Giorgia

Un ausilio adattabile che attenua i problemi ergonomici durante la gestione autonoma delle pulizie domestiche, migliorando comfort e controllo del gesto.

Vico

Gruppo: Imbornone Francesca, Sambin Andrea Jacopo, Sisti Luca, Zhang Yikang

Una gruccia “parassita” che facilita vestizione e svestizione rapida in contesti domestici di piccole dimensioni, riducendo complessità e stress nelle routine quotidiane.

Pingo

Gruppo: Bovo Riccardo, Santini Simone, Saporiti Gaia, Sarli Edoardo

Elementi di arredo urbano progettati per abilitare la pratica artistica nei parchi e favorire occasioni di socializzazione informale.

Aware

Gruppo: Baldan Bembo Rebecca, Stiavelli Lorenzo, Zambelli Matilde, D’Elia Lorenzo

Un set di gioielli mimetici che supporta la gestione multisensoriale degli stimoli, abilitando nuove dinamiche di relazione sociale in contesti pubblici.

Stapla

Gruppo: Coral Sofia, Sozio Geremia Antonio, Tracchi Christian, Wyse Edoardo Tomas

Un oggetto totemico per la gestione del tempo in ambito domestico, pensato per persone che tendono all’hyperfocus o, al contrario, a distrarsi facilmente.

Hojo

Gruppo: Capoferri Mariavittoria, Pacetti Nicolò, Palladini Filippo, Tomelleri Adele Anna

Una borsa progettata per supportare gli spostamenti quotidiani, contenente strumenti di relax e sfogo in caso di meltdown, affiancata da una variante do-it-yourself.

Shake / Bloom

Gruppo: Bevoni Arianna, Fratepietro Alessia, Lobato Gallego Bárbara, Mariani Carolina Maria

Due progetti complementari per favorire l’autonomia in cucina: Shake, un prodotto-gioco per la preparazione ludica del gelato, e Bloom, un kit che incoraggia la preparazione autonoma dei pasti attraverso la pianificazione.

Numa

Gruppo: Cerboni Filippo, Montrasio Achille, Patuzzo Anna, Rombolà Mattia

Un oggetto portatile e personale pensato per contrastare la sgradevolezza dell’interazione con i bagni pubblici.

Bowly

Gruppo: Esposito Giovanni, Manganelli Jacopo, Paganini Mattia, Tricarico Francesco

Una palla da bowling “intelligente” progettata per sviluppare padronanza micro-motoria e controllo della presa, in un’ottica propedeutica al gioco.

Sfigurine

Gruppo: Bizau Luisa Diana, Candiani Luca, Migliorato Andrea, Previtali Ludovica

Un mazzo di carte che stimola la socializzazione in contesti non strutturati, utilizzando l’ironia e la condivisione delle proprie fragilità come leva di fiducia.

Armonia

Gruppo: Dixon Samuele, Lovati Simone, Pirozzi Simone, Rimoldi Greta

Un kit di accessori indossabili per la gestione degli stimoli sensoriali in contesti pubblici.

Onda / Idria / Aura

Gruppo: Di Landri Maddalena, Guarino Maria Elena, Ni Yuxin, Reverberi Valentina, Schmalzbauer Isabella

Un sistema integrato composto da un costume da bagno per la gestione delle mestruazioni, un box portatile per l’organizzazione dei processi di lavaggio in doccia e post-doccia, e uno zaino sportivo per contenere e trasportare l’intero set.

Il Laboratorio COmeta si conferma così come uno spazio di dialogo intersezionale, in cui il design diventa strumento di ascolto, mediazione e responsabilità sociale, facilitando l’incontro tra studenti, comunità, associazioni e mondo accademico.


Personale di ricerca coinvolto:

Eventuali partner: