Campus Bovisa

L'immagine mostra un elegante interno architettonico che fonde armoniosamente elementi storici e interventi moderni. La scena inquadra una scala monumentale con una rampa caratterizzata da una raffinata ringhiera in ferro battuto decorato e un corrimano scuro. Le pareti sono rifinite con sofisticate modanature classiche bianche su un fondo color tortora, arricchite da riquadri geometrici. Al centro si staglia una grande finestra con infissi bianchi che funge da pozzo di luce naturale. Il soffitto presenta un pregevole motivo a cassettoni ovali illuminato da un sistema di luci LED a gola, mentre il pavimento e le scale sono in pietra chiara, creando un contrasto visivo tra l'architettura d'epoca e l'illuminotecnica contemporanea.

La nuova sede del Dipartimento di Design si trova nel Campus Durando del Politecnico di Milano, nel quartiere milanese della Bovisa, da tempo caratterizzato da interventi di riuso e riconversione di edifici industriali e da nuove realizzazioni che vedrà nei prossimi anni un ulteriore sviluppo grazie al progetto proposto dal gruppo Mo.Le.Co.La nell’ambito del bando internazionale Reinventing Cities.

Iniziato nei primi mesi del 2020, il progetto si colloca all’interno dell'edificio storico dell’azienda metallurgica Ceretti&Tanfani fortemente caratterizzato dall’impianto tipologico: una stecca di due piani fuori terra con un corpo centrale a tre piani, sviluppandosi attraverso un dialogo continuo con l’esistente.

È stato quindi conservato lo scalone centrale con il caratteristico corrimano in ferro battuto liberty di fine ottocento come pure le decorazioni delle pareti circostanti mantenute bicrome pur rinnovandone i colori.
Anche il pavimento in graniglia policroma dell’ingresso principale è stato recuperato e affiancato a un pavimento in legno di rovere con finitura ad acqua.

L'immagine mostra un ampio ingresso monumentale che combina un'architettura storica restaurata con elementi di design contemporaneo e segnaletica funzionale. Al centro si staglia una scala in pietra chiara con una raffinata ringhiera in ferro battuto, incorniciata da un portale bianco con modanature decorative. Il pavimento è caratterizzato da un pregiato mosaico veneziano con bordure geometriche scure.

Nel corpo centrale troviamo le sale riunioni, 3 per ogni piano con capienza dalle 8 alle 16 persone, in cui sono state mantenute preesistenze dell'edificio storico come le lesene che incorniciano le porte e alcuni elementi in gesso su pareti e soffitti, accostati ad arredi e apparecchi di illuminazione contemporanei dalle linee semplici e dai più moderni sistemi audio video per conference call.

L'immagine mostra un elegante interno architettonico che fonde armoniosamente elementi storici e interventi moderni. La scena inquadra una sala conferenze con una scala caratterizzata da una raffinata ringhiera in ferro battuto decorato e un corrimano scuro. Le pareti sono rifinite con sofisticate modanature classiche bianche su un fondo color tortora, arricchite da riquadri geometrici. Il soffitto presenta un pregevole motivo a cassettoni ovali, mentre il pavimento è un dettagliato mosaico veneziano con bordure geometriche in bianco e nero. Sulla destra, un corridoio luminoso è esaltato da moderne luci LED incassate nel soffitto, creando un contrasto visivo tra l'architettura d'epoca e l'illuminotecnica contemporanea.
L'immagine mostra un ampio ingresso che funge da cerniera tra passato e presente, all'interno di un edificio storico restaurato. Al centro si staglia un pilastro con una raffinata modanatura decorativa classica in alto. Il pavimento è caratterizzato da un pregiato mosaico veneziano con bordure geometriche scure. Sulla sinistra si apre un corridoio con pareti color tortora, un portone bianco e applique a parete. Sulla destra si trova una sala conferenze con pavimento in legno, un grande tavolo nero circondato da sedie e due moderni lampadari a bracci neri che illuminano l'ambiente in modo uniforme. Le finestre sulla parete di fondo sono schermate da tende grigie, mentre un monitor spento è visibile sullo sfondo. L'ambiente comunica un senso di prestigio e innovazione, fondendo la ricchezza dell'architettura d'epoca con la pulizia del design contemporaneo.

Le due stecche laterali, che accolgono circa 30 postazioni amministrative e 180 per il personale dedicato alla ricerca, sono distribuite attraverso un corridoio centrale caratterizzato dall’illuminazione che ne enfatizza l’orizzontalità, interrotto da pavimentazione vinilica colorata che identifica gli spazi comuni del Dipartimento.

Tutti i 3.355 metri quadrati dell'edificio, sviluppato su tre livelli, sono caratterizzati dall'alternanza di luoghi di lavoro tradizionali e spazi innovativi di collaborazione e condivisione. Uffici, sale riunioni, luoghi di incontro informale e aule workshop forniscono spazi adeguati ai diversi tipi di attività svolte all’interno del Dipartimento e consentono di scambiare idee, sperimentare approcci progettuali e lavorare insieme.

L'ultima immagine è una fotografia di un moderno spazio di lavoro contemporaneo, probabilmente un'area break-out o un co-working all'interno di un'istituzione accademica come il Politecnico di Milano.  La scena cattura un ambiente pulito e colorato, con un design funzionale che fonde elementi industriali e forme minimali

Gli spazi di lavoro condiviso sono configurabili e frammentabili in modo da poter essere utilizzati da più gruppi di lavoro andando incontro alle diverse esigenze; analogamente sono stati pensati uno spazio workshop completamente flessibile e modulabile e uno spazio informale di co-working dotato di cucina attrezzata, tavoli, spazi di lavoro e area per conference call.

Per la pavimentazione è stato scelto il legno di rovere accostato ad alcune isole di tappeti vinilici verdi e blu, colori poi riproposti nel progetto di segnaletica e grafica.

L'immagine mostra un dettaglio della segnaletica interna di un edificio moderno, focalizzata sull'indicazione dei servizi igienici. Su una parete bianca liscia sono applicati tre pittogrammi neri stilizzati che rappresentano rispettivamente un uomo, una donna e una persona con disabilità, accompagnati dalla scritta "Restroom" in un carattere sans-serif di colore verde salvia. Sullo sfondo, leggermente fuori fuoco, si intravede una porta bianca e parte di un corridoio, mantenendo un'estetica pulita, minimale e inclusiva coerente con il resto della struttura.

Il colore dominante resta tuttavia il bianco, proposto anche negli arredi degli uffici.

Il progetto di riqualificazione ha coinvolto non solo l'edificio appena descritto (ed. B7) ma anche il quasi ultimato edificio B9a che ospiterà alcuni laboratori di ricerca, per proseguire in altri spazi del Campus.

L'immagine mostra un’area lounge e co-working moderna e luminosa, caratterizzata da una palette cromatica basata sulle tonalità del blu, del bianco e del grigio. Lo spazio è arredato con un lungo tavolo alto centrale, sgabelli minimalisti e particolari poltrone avvolgenti dal design "quiltato" in diverse sfumature di azzurro. Le ampie finestre laterali inondano l’ambiente di luce naturale, sottolineando un design pulito e funzionale ideale per la collaborazione accademica o professionale.

L’intero progetto di ristrutturazione è stato seguito dalla professoressa Giulia Gerosa e da Valeria Cima (Referente unità
Servizi Generali Logistici e ICT del Dipartimento) con la collaborazione di Vittoria Canapini ed Elisa Fallani e il supporto dell’Area Tecnico Edilizia del Politecnico di Milano.

Il progetto di Comunicazione e Wayfinding è stato curato dalla Delega e dall'Ufficio Comunicazione.

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