Design Philology

Un progetto di ricerca storica e filologica per celebrare il design al Politecnico di Milano

Design Philology è un progetto di ricerca storica e filologica che, partendo da una riflessione sulla memoria e sulle radici culturali della disciplina del design, racconta la sua evoluzione attraverso documenti, testi, immagini, video e dati, con l'obiettivo di restituire e celebrare la complessità e la ricchezza della cultura del progetto al Politecnico di Milano.

Il progetto, curato da Paola Bertola, Agnese Rebaglio e Giampiero Bosoni con Laura Carugati, e promosso dal Dipartimento di Design congiuntamente alla Scuola del Design e al consorzio POLI.design, celebra il trentesimo anniversario dall'inaugurazione del primo Corso di Laurea in Disegno industriale presso l’Ateneo, avviato nell'ottobre del 1993, a trent'anni dall'istituzione del primo insegnamento in "Progettazione Artistica per l'Industria" (1963).

L'immagine presenta un'infografica complessa intitolata "Design Philology", che funge da cronologia interattiva della ricerca e dell'innovazione. Attraverso una linea del tempo che va dal 1980 al 2020, vengono visualizzate diverse categorie come "Gli Eventi", "La Ricerca", "La Struttura" e "Le Persone". I dati sono rappresentati da blocchi rossi di varie dimensioni su uno sfondo neutro, creando una mappatura visiva dell'evoluzione accademica e istituzionale nel campo del design.

I materiali raccolti diventano tracce concrete che vanno a comporre un mosaico ricco e multiforme, le cui tessere non rimangono isolate, ma si relazionano e connettono tra loro dando vita a narrazioni differenti organizzate lungo una linea del tempo interattiva che, valorizzando le potenzialità del digitale, è esplorabile in più dimensioni. Lo stesso principio anima anche l’identità visuale dell’iniziativa, progettata da Umberto Tolino, delegato per la comunicazione di Ateneo, con Andrea Manciaracina.

La piattaforma Philology, progettata da Marco Quaggiotto, Professore Associato del Dipartimento di Design, con Arianna Priori, è quindi un archivio digitale ma anche il luogo dove allestire mostre digitali e studiare linee narrative sempre pronte ad essere integrate e arricchite.

Design Philology dà spazio a studi e approfondimenti di diversi “curatori”, in una visione plurale della storia e viene inaugurato con il lancio di otto percorsi, a cui periodicamente ne verranno affiancati di nuovi.

L'immagine mostra l'interfaccia di un portale web intitolato "Archivio", parte del progetto "Design Philology". La pagina presenta una griglia di documenti storici digitalizzati, tra cui guide per studenti del Politecnico di Milano e copertine di libri di Ezio Manzini, con date che spaziano dal 1963 al 1993. La grafica è pulita e istituzionale, pensata come un'infrastruttura digitale aperta per esplorare le radici della cultura del progetto.
«Philology esplora, oltre all'archivio digitale, una dimensione narrativa, offrendo la possibilità di ancorare alla linea del tempo percorsi di approfondimento sempre nuovi e di diversi “curatori”, in una visione plurale e molteplice della storia»

Nell'ottica delle ricerche filologiche rinascimentali, incentrate non solo sulla conservazione dei testi classici per la loro duplicazione, ma piuttosto sulla comprensione dei principi ispiratori da applicare a una nuova visione del futuro, l'archivio si fonda su un'infrastruttura digitale sofisticata che combina competenze in interaction design, data visualization, movie design ed exhibit design.

Il lavoro di ricerca storica e filologica si è valso del materiale custodito negli Archivi Storici del Politecnico, e del contributo di larga parte della comunità del Polimi Design System; ciascuna testimonianza raccolta ha costituito un tassello utile o fondamentale a ricostruire la storia, lunga quasi mezzo secolo, che Philology si è proposto di raccontare e di rendere fruibile in modo semplice, soprattutto per le nuove generazioni di ricercatori e designer.

L'immagine mostra una sezione interattiva del progetto "Design Philology" dedicata alle "Narrazioni". L'interfaccia a blocchi colorati evidenzia tappe fondamentali, come l'attivazione del Corso di Laurea in Disegno Industriale nel 1993 e la presidenza di Alberto Seassaro. Sulla destra spicca un ritratto fotografico virato in rosso, mentre al centro un'icona "play" suggerisce la presenza di contenuti video o testimonianze d'archivio.

Design Convivio

La mostra, nata in seno al progetto Design Philology, mette in scena una conversazione immaginaria tra otto Maestri politecnici, protagonisti della cultura del design: Gio Ponti, Franco Albini, Carlo De Carli, Marco Zanuso, Achille Castiglioni, Vittoriano Viganò, Alberto Rosselli e Raffaella Crespi.

Design Convivio è stata ospitata dalla Biblioteca Storica del Politecnico e dall’ADI Design Museum. Nei prossimi mesi troverà una collocazione definitiva presso il Campus Bovisa Durando del Politecnico di Milano.

Design Convivio è curata da Paola Bertola e Giampiero Bosoni.
I dialoghi sono curati da Gianni Biondillo e Paola Albini su citazioni originali selezionate da Giampiero Bosoni e Marta Elisa Cecchi.
L’allestimento è di Ico Migliore.

L'immagine presenta uno schizzo concettuale bianco su fondo nero, realizzato con un tratto rapido e dinamico. Il disegno sembra rappresentare una scena conviviale o una performance all'interno di una struttura architettonica, con la scritta "the FIRST supper" racchiusa in un cerchio sulla destra. Sono presenti anche una firma stilizzata e delle cifre che suggeriscono una data o un codice di progetto, evocando la fase embrionale di un'idea creativa o scenografica.

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