Designing for Living Together. Perché PDC 2026 parla al futuro del design

International Conference

Dal 15 al 19 giugno il Dipartimento di Design ha ospitato, nel Campus Bovisa Durando la Participatory Design Conference (PDC) 2026, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al design partecipativo

Per la prima volta organizzata da un'università italiana, la conferenza ha riunito una comunità globale di ricercatori e ricercatrici, designer, istituzioni, organizzazioni e comunità attive sui temi della partecipazione, del co-design e dell'innovazione sociale attorno a un titolo che appare oggi tanto necessario quanto urgente: Peace, Dialogue, Coexistence. Designing for living together.

Più che una conferenza, PDC 2026 si è configurata come uno spazio di confronto sulle condizioni del vivere insieme in un'epoca attraversata da conflitti, polarizzazioni, crisi ambientali e profonde trasformazioni tecnologiche. Una riflessione che investe direttamente il design e il suo ruolo nella società contemporanea.

Kick-Off Giorno 01

Quando il design diventa infrastruttura per il dialogo

Il design partecipativo nasce storicamente come pratica orientata alla democratizzazione dei processi decisionali. Oggi, tuttavia, il suo campo d'azione si è ampliato ben oltre la progettazione di prodotti o servizi, coinvolgendo sistemi sociali complessi, politiche pubbliche, governance urbana e processi di trasformazione territoriale.

In questo contesto il tema scelto per PDC 2026 assume un significato particolare. Parlare di pace, dialogo e convivenza non significa semplicemente affrontare questioni geopolitiche o sociali, ma interrogarsi su come progettare condizioni che rendano possibile l'incontro tra differenze, la costruzione di fiducia e la cooperazione tra attori diversi.

Il design viene così interpretato come una pratica capace di costruire infrastrutture relazionali: dispositivi, processi e ambienti attraverso cui persone, comunità e istituzioni possono negoziare visioni, bisogni e interessi differenti. Una prospettiva che sposta l'attenzione dall'oggetto progettato alle relazioni che il progetto rende possibili.

Keynote e workshop

Partecipazione come risposta alla complessità

Le questioni affrontate durante la conferenza testimoniano l'evoluzione del design partecipativo verso le grandi sfide contemporanee. Dalle conseguenze sociali dei conflitti alle interazioni tra intelligenza artificiale e democrazia, dalla partecipazione civica alle politiche pubbliche, fino alle implicazioni della crisi climatica e alle prospettive multispecie, emerge una disciplina sempre più chiamata a confrontarsi con sistemi interdipendenti e fenomeni complessi.

PDC Places Exhibition

In questo scenario, la partecipazione non viene considerata un semplice strumento metodologico, ma una condizione necessaria per produrre conoscenza e immaginare trasformazioni condivise. La complessità delle sfide contemporanee rende infatti insufficiente qualsiasi approccio basato su competenze isolate o soluzioni calate dall'alto. Il progetto diventa allora un processo collettivo di apprendimento, ascolto e costruzione di senso.

Oltre il format della conferenza

Uno degli aspetti più significativi di PDC 2026 riguarda la forma stessa della conferenza. Workshop, Doctoral Colloquium, installazioni, Situated Actions e Local Practices hanno affiancato le tradizionali sessioni scientifiche, trasformando l'evento in una piattaforma di sperimentazione aperta.

Particolarmente interessante è il formato delle Conversations, che sostituisce la logica della presentazione individuale con quella del confronto tra autori e autrici. Una scelta coerente con i principi del design partecipativo, che riconosce il valore della conoscenza come costruzione collettiva piuttosto che come semplice trasmissione di contenuti.

Anche la presenza dei PDC Places distribuiti in diverse città del mondo contribuisce a ridefinire il concetto stesso di conferenza. Non più un evento circoscritto a un luogo e a un tempo specifici, ma una rete di pratiche e sperimentazioni locali connesse da una riflessione comune.

Mostre e attività organizzate nell'ambito di PDC26

Milano come laboratorio di partecipazione

L'arrivo di PDC a Milano assume inoltre un valore strategico per il territorio. La collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Cariplo, CASVA e numerose realtà cittadine evidenzia la volontà di mettere in dialogo ricerca accademica, istituzioni e pratiche civiche.

La città non rappresenta soltanto il contesto che ospita la conferenza, ma diventa essa stessa un caso di studio e uno spazio di sperimentazione. Le pratiche partecipative sviluppate nel contesto milanese entrano nel dibattito internazionale, contribuendo a costruire un confronto tra esperienze locali e prospettive globali.

Conference Opening, Triennale di Milano

Una traiettoria che attraversa il Sistema Design del Politecnico di Milano

L'organizzazione di PDC 2026 si inserisce in una traiettoria di ricerca che da anni caratterizza il Sistema Design del Politecnico di Milano. I temi dell'innovazione sociale, della sostenibilità, della progettazione collaborativa e del cambiamento sistemico rappresentano infatti alcuni degli ambiti in cui il Dipartimento di Design e la Scuola del Design hanno sviluppato competenze riconosciute a livello internazionale.

Ospitare la principale conferenza mondiale dedicata al design partecipativo significa quindi consolidare una posizione già rilevante nel dibattito contemporaneo, ma anche riaffermare una visione del design come disciplina capace di intervenire sulle grandi trasformazioni della società.

In un momento storico segnato da crescente frammentazione e incertezza, PDC 2026 suggerisce una domanda che riguarda l'intero campo del progetto: se il design ha sempre immaginato e costruito futuri possibili, come può oggi contribuire a progettare le condizioni della convivenza?

La conferenza non offre una risposta univoca. Propone piuttosto un terreno di confronto in cui il design viene riconosciuto come pratica di mediazione, ascolto e costruzione collettiva di possibilità. Un approccio che, di fronte alle sfide contemporanee, appare sempre più centrale per immaginare modi sostenibili e inclusivi di vivere insieme.

Conference Gratitude

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