DIY-Materials

L'immagine mostra una ricercatrice impegnata in un esperimento di trasformazione di scarti organici, nello specifico baccelli di piselli, in nuovi materiali biosostenibili. Sul tavolo da lavoro si nota un mix di strumenti domestici e scientifici: un pentolino sul fuoco per l'estrazione, stampi in silicone viola, campioni circolari di bioplastica trasparente con inclusioni vegetali e un taccuino fitto di appunti tecnici. La scena esprime il processo metodologico della ricerca: la manipolazione della materia prima naturale per lo sviluppo di soluzioni innovative e a basso impatto ambientale.

I materiali sono indiscutibilmente uno degli attori principali del processo progettuale. Attraverso i materiali e le tecnologie ad essi associate, si determina il futuro dell’artefatto, la sua relazione con gli utenti e l’ambiente. Il principio alla base dello sviluppo di materiali seguendo l’approccio Do It Yourself Materials (DIY-Materials) è emerso all’interno del concetto della Materials Experience, ossia ciò che descrive una visione olistica dei materiali nel design, che permette di capire e definire come un materiale possa influenzare il pensiero, le sensazioni e le azioni.

L'immagine mostra una ricercatrice impegnata in un esperimento di trasformazione di scarti organici, nello specifico baccelli di piselli, in nuovi materiali biosostenibili. Sul tavolo da lavoro si nota un mix di strumenti domestici e scientifici: un pentolino sul fuoco per l'estrazione, stampi in silicone viola, campioni circolari di bioplastica trasparente con inclusioni vegetali e un taccuino fitto di appunti tecnici. La scena esprime il processo metodologico della ricerca: la manipolazione della materia prima naturale per lo sviluppo di soluzioni innovative e a basso impatto ambientale.
Sperimentazione e tinkering con risorse alternative per lo sviluppo di DIY-Materials. Workshop realizzato all’interno del progetto europeo [**MaDe ↗**](http://materialdesigners.org/) Photo by Ardila

I DIY-Materials sono definiti come un’esperienza materica emergente e sono creati attraverso esperienze di autoproduzione individuale o collettiva, spesso con tecniche e processi di invenzione propria del designer, come risultato di un processo di “Material Tinkering”, ossia tramite la sperimentazione creativa di sostanze, ingredienti e processi. Questi possono essere materiali nuovi, creati con l’aggiunta di altre sostanze oppure possono essere versioni modificate o ulteriormente sviluppate di materiali già esistenti.

La fotografia documenta i campioni fisici realizzati durante il "Laboratorio Concept Design". In primo piano si vede un libretto informativo che illustra il processo di "Material Driven Design", circondato da vari prototipi: semisfere marroni dalla consistenza fibrosa che ricorda il micelio o scarti organici pressati, fogli sottili di biomateria flessibile e campioni colorati (rosso e blu) che esplorano diverse texture e densità. A destra, un mazzo di schede tecniche a ventaglio elenca le proprietà dei materiali sviluppati, sottolineando l'approccio scientifico e progettuale all'innovazione sostenibile.
Egacomp, campioni di materiale. Progetto di Luisa Alpeggiani, Mattia Antonetti, Fabrizio Guarrasi, supervisionato da Prof. Valentina Rognoli, corso Designing Materials Experiences, Scuola del Design, Politecnico di Milano, 2015. Foto di Luisa Alpeggiani, Mattia Antonetti, Fabrizio Guarrasi, 2015.

Il gruppo di ricerca transdisciplinare DIY-Materials è stato fondato ed è tutt’oggi guidato da Valentina Rognoli, Prof.ssa associata del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e vede la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali.

La fotografia documenta una serie di campioni che esplorano la transizione cromatica ottenuta attraverso pigmenti naturali. In alto sono disposti sette batuffoli di fibre grezze, probabilmente lana o cotone, disposti in ordine cromatico sfumato: si parte da un bianco grezzo a sinistra, per passare a un giallo vibrante, poi un senape dorato, un beige rosato, un rosa chiaro, e infine un marrone terra di Siena scuro. Sotto ogni fibra grezza è posizionato un corrispondente quadratino di tessuto tintore, che mostra come la stessa tinta si traduce su una superficie finita. L'allestimento pulito e metodico sottolinea l'approccio scientifico e sperimentale alla creazione di colori ecosostenibili e alla comprensione del loro comportamento su diverse texture e composizioni.
NeWool, campioni di materiale risultato del progetto di tesi di Laurea Magistrale “Cook2Design” di Giada Lagorio, supervisionato da Prof. Valentina Rognoli, Politecnico di Milano, Scuola del Design, 2014.

È semplice decretare l’origine dei materiali tradizionali, è certo infatti che la plastica provenga dal petrolio e il vetro dalla silice, mentre le origini dei DIY-Materials non sono così evidenti.
La loro classificazione si basa principalmente sull’origine del materiale o dei materiali di cui sono composti ed è ispirata alla tassonomia di Linneo, botanico, zoologo e medico svedese che nel 1758 raccolse gli elementi della terra nel suo Systema Naturae.
Quindi, per facilitare la classificazione e la comprensione dei DIY-Materials sono stati definiti cinque gruppi, denominati regni. Dai più tradizionali e facilmente immaginabili Kingdom Vegetalia, Kingdom Animalia e Kingdom Lapideum ai più complessi e meno immediati Kingdom Recuperavit e Kingdom Mutantis, riferiti rispettivamente ai materiali nati da scarti e a quei materiali nati dall’evoluzione e dalla mutazione di ingredienti, anche di diverse fonti, grazie all’uso di una tecnologia determinata.
Seguendo questo schema, è stato costruito un database *www.diymaterials.it * che presenta diversi casi studio e alcuni materiali nati in seno al gruppo di ricerca, da singoli progettisti o da gruppi. Questo database vuole essere un archivio di ispirazione per le ricerche future attorno al tema dei materiali autoprodotti.

Il collage presenta quattordici tasselli poligonali che mostrano primi piani dettagliati di varie materie prime di origine animale. Si notano un nido d'ape con un'ape al lavoro, una texture scura di bolle lucide che ricorda il caviale o una pelle di anfibio, e una serie di campioni che esplorano la transizione cromatica e materica di pelli e pellicce: da un giallo vibrante e un senape dorato, a un beige rosato, un rosa chiaro e un marrone terra di Siena scuro. Sotto ogni fibra grezza è posizionato un corrispondente quadratino di tessuto tintore, che mostra come la stessa tinta si traduce su una superficie finita. Una banda rossa centrale reca la scritta bianca "kingdom animale" in caratteri sans-serif, mentre un'icona stilizzata a forma di pelle conciata appare a destra. L'allestimento pulito e metodico sottolinea l'approccio scientifico e sperimentale alla creazione di colori ecosostenibili e alla comprensione del loro comportamento su diverse texture e composizioni.
Rappresentazione dell’estetica del regno animale realizzata dal Dr. Camilo Ayala-Garcia per la sua ricerca di dottorato “The Materials Generation”, Politecnico di Milano, 2019

In aggiunta alle attività legate ai DIY-Materials, il gruppo di ricerca si concentra, sia a livello teorico che pratico, su temi trasversali inerenti ai materiali per il design, ai materiali circolari e sostenibili, ai materiali connessi e per i sistemi interattivi.
Oltre a consolidare i temi di ricerca con ricerche e progetti finanziati, DIY-Materials research group intende intensificare le proprie azioni nell’area della bio-fabrication, fabbricazione di materiali e artefatti tramite l’impiego di organismi viventi come alghe, micelio e batteri, attraverso ricerche dottorali, progetti e cooperazioni a livello internazionale e nazionale.

Staff

Prof. Valentina Rognoli: Materiali per il Design, Materials Experience e sensorialità, materiali emergenti e circolari (bio-based, smart, interattivi per IoT, ... ), Materiali DIY; speculative materials

Ziyu Zhou (PhD student): material education in design, material speculation

Barbara Pollini (PhD student): materiali e sostenibilità, materiali da scarti, materiali bio-based, circular materials, biodesign e biofabrication

Luca Alessandrini (PhD student): materiali da scarti, piattaforma di biobased materials

Dr. Stefano Parisi (assegnista di ricerca su progetto Erasmus+ Datemats, coordinato da Venere Ferraro): materiali e tecnologie interattivi, connessi, e smart (ICS Materials); hybrid material systems; material sugmentation.

Partners/membri del network (nazionali, europei, internazionali)

Università Vanvitelli, Napoli: Prof. Carla Langella

UniBZ: Prof. Aart van Bezooijen

HfG Offenbach: Prof. Markus Holzbach

Tu Delft: Prof. Elvin Karana

Elisava: Prof. Laura Cleries

Sheffield Hallam University: Prof. Daniela Petrelli

Los Andes: Prof. Camilo Ayala-Garcia

Condividi su: