MADEBACK Festival

Rethinking fashion through what already exists

L'immagine è una locandina grafica dal forte impatto visivo, realizzata su uno sfondo giallo acido, che promuove il "MadeBack Festival". Il design utilizza una tipografia moderna e dinamica, sovrapponendo il testo principale a dettagli informativi riguardanti date (15-16-17 ottobre), orari e location presso il Campus Bovisa Durando del Politecnico di Milano. Il poster elenca varie attività come workshop, mercati di scambio e talk, sottolineando il tema dell'economia circolare nella moda con lo slogan "Make fashion from what already exists", il tutto completato dai loghi istituzionali dei partner e dei finanziatori nella parte inferiore.

Dal 15 al 17 ottobre 2025, il Campus Bovisa Durando del Politecnico di Milano ospita MADEBACK, il primo festival dedicato alla moda circolare, organizzato dal Dipartimento di Design nell’ambito del Fashion & TextileLiving Lab “Too Cool to Go Wasted”.

Il Festival accompagna l’inaugurazione ufficiale del nuovo spazio del Living Lab e si inserisce tra le iniziative promosse dal progetto PNRR MUSA – Multilayered Urban Sustainability Action (Spoke 3 e Spoke 5).

MADEBACK nasce con l’intento di superare il paradigma lineare della produzione – basato sull’impiego continuo di nuove risorse – per promuovere una visione alternativa: il “made-back”, ovvero il ripensamento del fare a partire da ciò che già esiste. Il Festival attiva un sistema di raccolta, trasformazione e restituzione degli indumenti usati, sperimentando modelli circolari replicabili che uniscono progettazione, pratica e coinvolgimento territoriale.

Una persona è seduta a un tavolo intenta a esaminare o etichettare con cura capi d'abbigliamento, in quella che sembra un'operazione di catalogazione o controllo qualità. Sul piano di lavoro sono visibili una pila di vestiti ripiegati, moduli tecnici compilati in italiano che riportano voci come "Nomenclatura Capi" e "Tipologia Danno", oltre a penne e astucci, suggerendo un contesto professionale o accademico legato alla gestione tessile e alla moda sostenibile.

Per tre giorni, il Campus si apre alla cittadinanza e ospita una pluralità di designer, artigiani e servizi locali, con l’obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e attivare nuove reti collaborative. Il programma si articola in diverse aree tematiche e operative:

7 workshop - di cui tre anticipano il festival come momenti di avvicinamento e attivazione della comunità, e quattro si svolgono durante le giornate dell’evento - incentrati sulla trasformazione di capi raccolti tramite due collection interne alla community del Politecnico;

3 live demo realizzate da artigiani e designer, che mostrano dal vivo tecniche di riparazione, rigenerazione e customizzazione;

Gallery espositiva con 10 postazioni, suddivise in quattro aree tematiche: Reduce, Repair, Upcycling, End-of-Life, che mettono in mostra materiali, processi e visioni progettuali;

Swap Market, dove capi di seconda mano, rigenerati o riprogettati dagli stessi partecipanti ai workshop vengono scambiati in un contesto informale e accessibile;

Talk quotidiani che mettono in dialogo accademia, professionisti e stakeholder pubblici e privati, approfondendo i temi chiave del festival.

Una pila di capi d'abbigliamento ripiegati è al centro di un processo di catalogazione e valutazione per il riuso o il riciclo. Sopra i tessuti sono apposte delle schede tecniche dettagliate in italiano, che riportano classificazioni come "Tipo di Danno", "Grado di Ripristino" e "Tipo di Intervento", evidenziando un approccio sistematico e professionale alla moda sostenibile e alla gestione circolare dei materiali tessili.
In un laboratorio di moda, una giovane donna lavora con precisione su un manichino da sartoria, mentre sullo sfondo un'altra persona è intenta a disegnare cartamodelli su un tavolo da lavoro. L'ambiente suggerisce un contesto formativo o professionale dedicato alla progettazione e alla creazione di capi d'abbigliamento, dove l'attenzione al dettaglio e lo studio delle forme sono fondamentali per lo sviluppo di nuovi design tessili.

MADEBACK si configura come un momento collettivo di riflessione, confronto e ispirazione, che intende generare impatti duraturi sul territorio. L’obiettivo non è soltanto valorizzare il prodotto, ma rimettere al centro il “fare”: un processo culturale e operativo che si fonda su pratiche condivise e trasformative, in grado di dare forma a nuovi modelli di sostenibilità per il settore tessile.

In un laboratorio di moda, una studentessa lavora con cura alla struttura di un abito, fissando nastri e cerchi sagomati su un manichino sartoriale per definirne il volume e la silhouette. Sullo sfondo, altre persone sono impegnate in diverse attività di cucito e taglio su tavoli da lavoro, creando un'immagine che descrive le fasi tecniche e creative della progettazione di alta moda in un ambiente accademico.
Una serie di telai da ricamo circolari è disposta su una superficie rossa, mostrando diverse opere d'arte tessile ricche di dettagli e texture. Ogni ricamo presenta uno stile unico, combinando fili colorati, perline, paillettes e inserti in rilievo per creare composizioni astratte o figure fantasiose che spaziano da tonalità fredde come il blu e il viola a calde sfumature di giallo e rosa. Accanto ai telai si nota una scatola contenente matassine di filo verde, suggerendo un lavoro artigianale in corso che celebra la creatività e la maestria manuale.

Per tutti gli aggiornamenti segui il profilo Instagram di MADEBACK: madeback_fest

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