Territori

La cucina di Aimo e Nadia diventa progetto culturale

Un progetto culturale sviluppato dal Gruppo Aimo e Nadia Milano insieme al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano trasforma la cucina in un’esperienza culturale e di ricerca, esplorando il dialogo tra gastronomia, creatività, filiera produttiva e identità dei territori italiani.

Il percorso di ricerca, avviato a inizio 2025 e concluso a gennaio 2026, analizza le relazioni tra ristoratori e produttori, i modelli di filiera e le dinamiche creative che li collegano. Attraverso osservazioni sul campo, pratiche di ascolto generativo e attività di co-design, è stato possibile sistematizzare il metodo alla base di questi processi collaborativi, mettendo in evidenza le logiche culturali, creative e di sostenibilità che ne orientano lo sviluppo.

Il progetto si è configurato fin dall’inizio come un processo collaborativo e riflessivo, radicato nelle pratiche quotidiane. Chef, collaboratori del gruppo Aimo e Nadia e diversi attori della filiera sono stati coinvolti in attività di confronto e co-progettazione, secondo un approccio che appartiene tanto al design quanto al modo di lavorare che da sempre caratterizza il gruppo.

Co-progettazione Politecnico di Milano e Aimo e Nadia
«Attraverso la disciplina del design abbiamo cercato di rendere esplicito il metodo che sta alla base di queste collaborazioni e di comprenderne il potenziale generativo. Nella pratica questo lavoro si traduce in attività di ricerca e sviluppo che potranno coinvolgere accademia e mondo dell’impresa, in percorsi formativi e di crescita personale, ma anche in progetti di divulgazione, quali occasioni per raccontare e fare esperienza diretta del sistema Territori. »

Anna Meroni, professoressa ordinaria del Dipartimento di Design.

I risultati del progetto sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 25 marzo presso il Dipartimento di Design. Durante l’incontro, il personale di ricerca, Anna Meroni e Marta Corubolo, ha dialogato con Stefania Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, CEO e chef patron del gruppo Aimo e Nadia, insieme ad Andrea Bezzecchi, fondatore di Acetaia San Giacomo, coinvolgendo giornalisti del settore food e accademici impegnati su tematiche affini, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente il metodo e i risultati della ricerca.

Chef Alessandro Negrini in visita presso il Caseificio di Parma - Parmigiano Gennari

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, sottolineando come Territori consenta di interpretare la cucina non solo come espressione gastronomica, ma come pratica progettuale. Ha inoltre evidenziato come la creatività nasca dall’incontro tra competenze e sensibilità diverse e come, aprendosi a mondi differenti, questa collaborazione possa trasformarsi in metodo, capace di generare nuove visioni strategiche e possibilità di sviluppo.

Dalla ricerca all’esperienza: lo Chef’s Table Territori

I risultati delle attività collaborative, del dialogo e della ricerca trovano una prima applicazione concreta nello Chef’s Table Territori, un format che trasforma il ristorante in uno spazio dedicato all’approfondimento e al dialogo.

Chef Alessandro Negrini e Politecnico di Milano in visita al Mercato Ortofrutticolo di Milano SoGeMi

Qui l’esperienza gastronomica si apre a una dimensione narrativa e immersiva: filiere, prodotti e territori vengono raccontati attraverso il lavoro congiunto di cuochi e produttori. Il banco diventa così uno spazio di relazione e conoscenza, in cui il menu non è solo degustazione, ma racconto vivo delle materie prime e dei processi produttivi, in linea con una visione di ristorazione sempre più consapevole.

«La cucina italiana è sempre stata un racconto di luoghi, persone e stagioni e con Territori abbiamo voluto fermarci a riflettere su questo rapporto, approfondirlo insieme al mondo della ricerca e capire come renderlo ancora più consapevole. Non si tratta solo di scegliere ingredienti eccellenti, ma di comprendere i sistemi che li generano e le persone che li custodiscono. »

Fabio Pisani, Gruppo Aimo e Nadia.

Tra eredità e futuro

In questo percorso, la cucina si conferma come strumento di interpretazione culturale del Paese e come dispositivo di relazione con i territori. Nel tempo, il gruppo ha costruito legami profondi con produttori e filiere, contribuendo non solo alla valorizzazione ma anche all’evoluzione di pratiche e prodotti.

Chef Alessandro e Fabio per lezione presso Politecnico di Milano - Food on Campus
«La cucina è il nostro modo di interpretare l’Italia e negli anni abbiamo costruito relazioni profonde con molti produttori, lavorando insieme per valorizzare e, in alcuni casi, far evolvere i loro prodotti. Territori nasce proprio da questo dialogo continuo tra cucina e produzione. »

Alessandro Negrini, Gruppo Aimo e Nadia.

Territori si inserisce in questa continuità, raccogliendo un’eredità che affonda le radici nella storia di Aimo e Nadia e proiettandola in una dimensione contemporanea, in dialogo con il mondo della ricerca e con le nuove generazioni. Il progetto guarda al futuro mantenendo un legame forte con una tradizione costruita in oltre sessant’anni di attività.

Verso una piattaforma culturale

Il progetto proseguirà con la nascita di un’associazione culturale senza scopo di lucro, con l’obiettivo di sostenere e ampliare le attività di Territori, trasformandolo in un osservatorio permanente sul futuro della cucina italiana.

Aimo e Nadia Presentazione Politecnico TERRITORI-013

La piattaforma si configura come un sistema operativo che connette ristorazione, imprese, professionisti e istituzioni, attraverso attività di ricerca sulle filiere agroalimentari, percorsi formativi, incontri, eventi e contenuti editoriali. Le iniziative saranno sviluppate con il coinvolgimento diretto di aziende e produttori selezionati, insieme a istituzioni accademiche e partner culturali, dando forma a un ecosistema in cui ricerca, impresa e ristorazione dialogano in modo continuativo.

In questa prospettiva, Territori si apre anche a collaborazioni internazionali, tra cui un percorso con l’EHL Hospitality Business School di Losanna, dedicato allo sviluppo di modelli formativi e programmi didattici specifici.

Per Stefania Moroni, il progetto rappresenta un passaggio naturale nella storia di Aimo e Nadia Milano.

«Mio padre Aimo ha sempre considerato la cucina come un atto culturale prima ancora che gastronomico. Territori raccoglie questa eredità e la porta in una dimensione contemporanea, mettendola in dialogo con il mondo della ricerca e con le nuove generazioni. È un progetto che guarda al futuro, ma che nasce da una storia lunga più di sessant’anni.»

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