Tracks4Crafts: un approccio al patrimonio orientato al futuro

Annual Meeting 2025

Un gruppo di persone assiste a una presentazione all'interno di una moderna sala conferenze, dove una relatrice illustra concetti legati all'artigianato e al design tessile. In primo piano, i tavoli sono allestiti con materiali creativi come matassine di filo, telai da ricamo e campioni di tessuto, mentre sullo sfondo uno schermo mostra il collegamento con altri relatori in videoconferenza, unendo formazione in presenza e digitale.

Tracks4Crafts (T4C) è un progetto europeo finanziato da Horizon Europe (2023–2027) volto a esaminare e trasformare la trasmissione delle conoscenze artigianali tradizionali (Traditional Crafts Knowledge – TCK), con l’obiettivo di rafforzarne il valore economico e sociale e di allinearle a un approccio al patrimonio orientato al futuro.

Le conoscenze artigianali, riconosciute come patrimonio culturale immateriale (ICH), rappresentano non solo una risorsa per la competitività e l’innovazione, ma anche un motore di sviluppo sostenibile e di miglioramento di qualità della vita, contribuendo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 4, 8 e 11. Tuttavia, gli strumenti e i formati per la loro trasmissione risultano spesso inadeguati rispetto alle sfide contemporanee, ostacolando il pieno sviluppo del loro potenziale. Tracks4Crafts nasce per colmare questa lacuna, sviluppando e testando nuove metodologie e strumenti in grado di rendere la trasmissione del TCK più efficace, inclusiva e orientata al futuro.

Il progetto si articola in quattro percorsi principali:

  • Tracks4Training, per creare e migliorare formati di apprendimento innovativi nei processi di trasmissione;
  • Tracks4Tech, per integrare le tecniche tradizionali con tecnologie digitali e strumenti avanzati;
  • Tracks4Markets, per sviluppare modelli di business e strumenti di certificazione che valorizzino la conoscenza artigianale;
  • EUnite4Tracks, per potenziare la rete e la diffusione dell’artigianato nei diversi ecosistemi.
Una persona è seduta alla scrivania intenta a ricamare a mano un tessuto teso su un piccolo telaio circolare, seguendo un motivo a foglie arancioni. La scena si svolge in un ambiente professionale o accademico, con un laptop aperto sullo sfondo che mostra informazioni tecniche, suggerendo un connubio tra l'arte tessile tradizionale e l'ausilio di strumenti digitali per la progettazione o l'apprendimento.
Un gruppo di partecipanti siede a un lungo tavolo durante una sessione formativa o un workshop in un'aula moderna. In primo piano, una giovane donna con gli occhiali è concentrata nel cucire a mano un tessuto, sollevando il filo con precisione, mentre i suoi colleghi seguono l'attività o lavorano ai propri laptop. L'immagine cattura un momento di apprendimento attivo che unisce la pratica artigianale tradizionale a un contesto di studio contemporaneo e condiviso.

Elemento fondante di T4C sono gli otto pilot cases, realtà artigiane e culturali distribuite in diversi contesti geografici europei, che sperimentano concretamente nuovi strumenti e approcci: WAAG Futurelab (Paesi Bassi), IcelandicTextile Center (Islanda), Bokrijk (Belgio), Onl’fait (Svizzera), SemneCusute (Romania), The Art of Silk Museum (Grecia), MXeD (Paesi Bassi) e Artex (Italia). Questi ecosistemi di craft sono veri e propri living lab, in cui tradizione e innovazione si incontrano per testare formati di apprendimento, pratiche di documentazione e strumenti di certificazione, affrontando al tempo stesso le barriere culturali ed economiche che ostacolano la continuità dei saperi.

Il consorzio è coordinato dall’Università di Anversa (Belgio) e comprende partner accademici e istituzionali di rilievo: 3Walks (Spagna), Skillman.eu (Italia), EuropeanCrafts Alliance – ECA (Belgio), Dipartimento di Design del Politecnico di Milano (Italia), Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne (Francia), Latvian Academy of Culture (Lettonia). Insieme a questi attori, i pilot contribuiscono a un approccio interdisciplinare e co-creativo, che coinvolge ricercatori, artigiani, reti culturali e comunità locali.

Attraverso questo lavoro condiviso, Tracks4Crafts intende trasformare le conoscenze incarnate in patrimoni accessibili e condivisi, favorendo la continuità dell’artigianato europeo e la sua capacità di rinnovarsi, innovare e generare impatto sociale, culturale ed economico.

Annual Meeting 2025: tre giorni di confronto e co-creazione a Milano

Dal 9 all’11 settembre 2025, il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano ha ospitato l’Annual Meeting del progetto europeo Tracks4Crafts (T4C). Per tre giorni, circa quaranta partner e rappresentanti dei pilot case, provenienti da diversi paesi europei, si sono riuniti a Milano per discutere i progressi del progetto, confrontarsi sui deliverable in corso e delineare insieme le prospettive future fino al 2027.

L’incontro ha costituito un momento cruciale di verifica e co-creazione: una riunione tecnica ma anche uno spazio di confronto collettivo, in cui ricercatori, artigiani, designer e istituzioni hanno intrecciato visioni, esperienze e pratiche.

Un gruppo di persone partecipa con entusiasmo a un workshop interattivo dedicato alle fibre tessili e al ricamo. La scena mostra un momento di esplorazione sensoriale: alcuni partecipanti osservano e toccano soffici gomitoli di lana e fibre grezze, mentre in primo piano è esposta una ricca varietà di campioni di tessuto ricamati con motivi colorati. L'atmosfera è conviviale e stimolante, caratterizzata dallo scambio di idee e dalla scoperta tattile dei materiali in un moderno spazio di apprendimento.
Una mano esplora con delicatezza diverse tipologie di fibre naturali e materiali tessili disposti su un lungo tavolo ricoperto di campioni ricamati. L'immagine si focalizza sull'aspetto tattile e materico dell'artigianato, mostrando soffici nuvole di lana grezza in varie tonalità di grigio e bianco accanto a piccoli gomitoli, evidenziando la fase di studio e selezione delle materie prime nel processo creativo tessile.

Workshop tematici e discussioni strategiche

Il programma dell’Annual Meeting ha alternato sessioni plenarie e workshop tematici, offrendo a ciascun gruppo di lavoro lo spazio per condividere risultati, criticità e nuove idee.

  • Workshop su modelli di business
    Questo workshop, tenuto dalle prof. Annick Schramme e Laura D'Hoore, entrambi di UAntwerp, ha esplorato strumenti e strategie per valorizzare economicamente il sapere artigianale, considerando diverse sfide contemporanee.
  • Workshop su tecnologie emergenti
    Tenuto dai prof. Jouke Casper Verlinden e Ian Garcia, il workshop si è focalizzato sul ruolo delle nuove tecnologie digitali, dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale, come strumenti capaci di potenziare la trasmissione dei saperi artigianali e l’artigianato in generale. Si è riflettuto su come queste tecnologie possano generare esperienze immersive di apprendimento, supportare la creazione di storytelling e aprire a nuove forme di innovazione per le pratiche craft.
  • Workshop Materials-Driven Craft Innovation “Materials Dialogues”
    Un ulteriore spazio, a cura della prof. Valentina Rognoli e della dr. Sofia Soledad Duarte Poblete del Dipartimento di Design, è stato dedicato alla discussione tangibile sui materiali raccolti e sviluppati all’interno del progetto. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione su come valorizzare le risorse, i processi di trasformazione e le possibilità di esplorazione incrociata tra diversi pilot. Questa riflessione ha aperto nuove prospettive per considerare i materiali non solo come supporti tecnici, ma come veri mediatori culturali e strumenti di innovazione sociale. Si è discusso, inoltre, dell’intelligenza materiale e artigianale nel contesto del progetto.
Un gruppo di partecipanti a un workshop è riunito attorno a un tavolo per esaminare da vicino una varietà di materie prime tessili. La scena mostra persone intente a osservare e toccare campioni di fibre naturali, filati colorati e velli di lana grezza disposti su un lungo piano di lavoro. L'atmosfera suggerisce un momento di approfondimento tecnico e sensoriale, tipico di un percorso formativo dedicato alla conoscenza dei materiali e alla progettazione tessile artigianale.
Una giovane relatrice parla al microfono durante una presentazione intitolata "Materials Dialogues", rivolgendosi a un gruppo di persone in un'aula moderna. Sul tavolo davanti a lei sono disposti vari campioni di materiali, tra cui assi di legno e tessuti, che fungono da elementi centrali per la discussione. La scena cattura un momento di condivisione di conoscenze e dibattito accademico, con lo schermo sullo sfondo che sottolinea il focus dell'evento sul design e la ricerca sui materiali.

Durante le giornate, una pratica trasversale ha affiancato le sessioni più teoriche: il visible mending. Attraverso il gesto manuale della riparazione dei tessuti, i partecipanti hanno potuto mantenere la concentrazione in modo dinamico, sperimentando una forma di ascolto attivo che coinvolgeva simultaneamente mente e mani.

Il contributo di MaDeTrans e il focus sui materiali

Un ruolo centrale nell’organizzazione dell’Annual Meeting è stato svolto dal gruppo di ricerca MaDeTrans – Materials Design for Transition del Dipartimento di Design. La pianificazione generale, la conduzione dei workshop e i tour guidati dei laboratori sono stati curati dalla prof. Valentina Rognoli e dalla dr. Sofia Soledad Duarte Poblete, mentre i ricercatori Ziqian Yu, Francesco Cianfano e Nicolò Baroli hanno affiancato il coordinamento del workshop finale.

Quest’ultimo, ospitato l’11 settembre presso il nuovo Biodesign Lab, ha rappresentato un momento particolarmente significativo. Qui, gli artigiani dei pilot hanno avuto l’opportunità di sperimentare attraverso il DIY Materials Approach, esplorando come la combinazione di saperi tradizionali e strumenti di design dei materiali possa generare innovazione nelle loro pratiche. Condividendo materie prime e conoscenze, i partecipanti hanno lavorato su ipotesi di modifica di materiali, tecniche e processi, documentando al tempo stesso i passaggi per renderli accessibili ad altri.

Il workshop ha incluso anche la presentazione di progetti speculativi, pensati come “dispositivi narrativi” per stimolare nuove idee nell’ambito dell’artigianato contemporaneo e coinvolgere le giovani generazioni. In questo contesto, si è sottolineata l’importanza dell’intelligenza artigianale e materiale, non solo come competenza tecnica ma come patrimonio vivo e creativo.

Un gruppo eterogeneo di professionisti e studenti è riunito attorno a un grande tavolo da lavoro in un laboratorio tecnico, collaborando attivamente a un progetto di design tessile. La scena mostra un vivace scambio di competenze: mentre alcuni partecipanti utilizzano laptop per la parte digitale e gestionale, altri maneggiano campioni di fibre, filati e materiali tessili disposti sul tavolo. L'ambiente, caratterizzato da un'atmosfera di ricerca e sperimentazione, riflette un approccio multidisciplinare tipico di un workshop dedicato all'innovazione e alla sostenibilità nel settore della moda.

Prospettive future

Ampio spazio è stato dato alla riflessione sulle prospettive future e sulla necessità di pianificare con attenzione la fase finale del progetto. Sono stati discussi i metodi per presentare i risultati in modo chiaro e accessibile; le possibili pubblicazioni scientifiche e divulgative; le strategie per valorizzare e diffondere il materiale già prodotto e le residenze dei partecipanti per incrementare il loro scambio con diversi partner.

Infine, è emersa la proposta di sviluppare una materioteca dedicata a T4C, con l'obiettivo di rendere visibile e condivisibile il patrimonio di risorse e processi generati dal progetto.

«Questi tre giorni hanno mostrato come la forza di Tracks4Crafts risieda nell’incontro tra discipline, pratiche e persone: un equilibrio tra riflessione e sperimentazione, che apre nuove possibilità per un patrimonio artigianale realmente orientato al futuro.»

(Sofia Duarte e Valentina Rognoli)

Un banco da lavoro in un laboratorio di ricerca espone una varietà di materiali bio-based e campioni sperimentali, accanto a una targa metallica con la scritta "materials design for transition". Sul tavolo si notano contenitori in vetro con etichette come "Kombucha Starter" e "Bacterial Cellulose", insieme a diverse texture organiche, piccoli stampi materici e una parete attrezzata sullo sfondo che mostra ulteriori provini flessibili e reticolati. L'immagine illustra un approccio innovativo e sostenibile al design, focalizzato sulla creazione di nuovi materiali attraverso processi biologici e circolari.

Con lo sguardo rivolto al 2027, l’Annual Meeting di Milano ha consolidato la coesione del consorzio e rilanciato la missione di T4C: trasformare l’artigianato europeo in un motore di innovazione culturale, sociale ed economica, preservando al tempo stesso la sua autenticità e vitalità.

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