Incontri sulla Grafica editoriale. Ieri, oggi, domani

Seminario

7 maggio 2026, dalle 9:30 alle 12:00, aula B2.1.9, edificio B2, Campus Bovisa Durando, Milano

Gli Incontri sulla Grafica Editoriale, alla loro seconda edizione, tornano all’interno dei Laboratori di Grafica Editoriale del Corso di Laurea Triennale in Design della Comunicazione del Politecnico di Milano come momento di confronto tra didattica, ricerca e cultura del progetto, a cura di Daniela Anna Calabi, Elena Caratti e Anna Steiner.

Il titolo scelto per quest’anno, “Ieri, oggi, domani. Design, cultura, etica”, restituisce con chiarezza l’orizzonte dell’iniziativa: riflettere sulla grafica editoriale come campo in cui memoria disciplinare, trasformazioni del presente e responsabilità verso il futuro si intrecciano in modo sempre più stretto. Gli incontri intendono infatti esplorare l’evoluzione del progetto editoriale non solo nei suoi aspetti formali e linguistici, ma anche nelle sue implicazioni culturali ed etiche.

Da sempre la grafica editoriale svolge un ruolo cruciale nella costruzione e trasmissione di contenuti, visioni e sistemi di valore: è strumento di accesso, orientamento e mediazione, ma anche dispositivo critico capace di interpretare il presente e di dare forma a immaginari futuri. Oggi, in un contesto segnato da profondi cambiamenti sociali, tecnologici e linguistici, essa continua a ridefinire linguaggi, supporti e relazioni con il pubblico, confermandosi come uno dei luoghi più significativi della cultura del progetto.

Accanto a formati consolidati, emergono oggi configurazioni ibride che intrecciano stampa e digitale, immagine e dato, parola e spazio, aprendo nuove possibilità ma anche nuove domande. In questo scenario, la grafica editoriale si distingue non solo per la qualità formale, ma per la sua capacità di costruire senso, rendere accessibili i contenuti e dare visibilità a posizioni culturali consapevoli e responsabili.

Gli incontri nascono dunque come spazio pubblico di ascolto e discussione, rivolto agli studenti ma aperto anche a chiunque sia interessato a comprendere come l’editoria, oggi, possa ancora rappresentare un terreno privilegiato di sperimentazione progettuale, di responsabilità critica e di immaginazione del futuro.

I protagonisti di quest’anno sono: Giovanni Baule, Giovanni Cavalleri, Claude Marzotto Caotorta.

  • Giovanni Baule è una figura di riferimento per comprendere il senso di questi incontri. Attraverso Linea Grafica, e in particolare negli anni compresi tra il 1985 e il 2007, ha contribuito a fare della rivista un luogo di osservazione privilegiato sulle trasformazioni della grafica editoriale e del design della comunicazione. I suoi editoriali hanno accompagnato una fase di passaggio cruciale, mettendo a fuoco i rapporti tra cultura del progetto, mutamenti dei linguaggi, innovazione e responsabilità critica. In questo senso, Linea Grafica può essere riletta come un vero “laboratorio della transizione”, e il contributo di Baule come una guida autorevole per interpretare le sfide che ancora oggi attraversano il progetto editoriale.
  • Giovanni Cavalleri porta a questi incontri uno sguardo particolarmente attuale sul progetto editoriale, collocato nel punto di intersezione fra cultura grafica, produzione di contenuti e ambienti digitali. Con Cecilia Bianchini, nello studio Paper Paper, lavora infatti sul confine mobile tra editoria, identità visiva e progettazione di prodotti digitali, dentro una pratica che osserva da vicino le trasformazioni contemporanee dei linguaggi editoriali. In questo contesto, il suo contributo sull’affaccio dell’intelligenza artificiale nell’editoria si colloca come occasione per interrogare non solo gli strumenti emergenti, ma anche le nuove responsabilità del progetto, i cambiamenti nei processi di ideazione e produzione e il rapporto, sempre più delicato, tra automazione, autorialità e cultura visiva.
  • Claude Marzotto Caotorta porta agli incontri un profilo in cui progetto grafico, ricerca e cultura editoriale si intrecciano in modo particolarmente significativo. Attraverso lo studio òbelo, da lei fondato con Maia Sambonet, lavora da anni nei campi dell’arte, dell’educazione e della cultura, misurandosi con contenuti che richiedono non soltanto chiarezza visiva, ma anche capacità di interpretazione e di costruzione di senso. In questo quadro, l’esperienza di Archivio magazine, di cui òbelo firma il progetto grafico, mostra bene come il design editoriale possa farsi strumento di organizzazione, trasmissione e valorizzazione della memoria, trasformando materiali culturali complessi in dispositivi leggibili, rigorosi e aperti al pubblico. Il suo contributo ai seminari si colloca dunque nel punto in cui la grafica editoriale diventa cura dei contenuti, forma della ricerca e mediazione culturale.