JRP Active Ageing

The Joint Research Platform

L'immagine documenta un'esperienza immersiva e intergenerazionale che unisce memoria storica, esplorazione spaziale e tecnologia. In una sala buia, un gruppo di persone (prevalentemente anziani) è seduto di fronte a grandi proiezioni a parete. Sulla sinistra, una proiezione mostra un pianeta simile alla Terra o a Marte visto dallo spazio, con dettagli vividi della superficie e la luce solare che filtra dall'orizzonte. Sulla destra, una seconda proiezione mostra scene in bianco e nero che sembrano tratte da un film d'epoca o da un documentario storico, ritraendo persone in abiti anni '50 o '60. Alcuni partecipanti indossano mascherine chirurgiche, suggerendo che l'evento si sia svolto in un periodo di precauzioni sanitarie. L'atmosfera è di attenta contemplazione, suggerendo l'uso di ambienti digitali immersivi per la stimolazione cognitiva o la condivisione di ricordi collettivi legati all'immaginario spaziale

Il progetto unitario della Joint Research Platform, avviato da Fondazione Politecnico di Milano e Dipartimento di Design, in collaborazione con EQUA Cooperativa Sociale e il Gruppo di Ricerca Geriatrica del Prof. Marco Trabucchi, consente di far convergere le energie della ricerca e delle imprese nazionali per rispondere ai bisogni dei “nuovi anziani” e affrontare le sfide di una società che matura.

Al centro della scena, una donna e un uomo sono seduti l'uno di fronte all'altra a un tavolo di legno rustico, caratterizzato da assi colorate (rosso, giallo e nero). La donna, a sinistra, indossa una camicia bianca e ha i capelli biondi raccolti; è ritratta mentre gesticola con enfasi, suggerendo un dialogo appassionato. L'uomo, a destra, ha una barba folta e grigia e indossa una giacca bianca sopra una camicia azzurra; ascolta con un'espressione sorridente e interessata. Sul tavolo sono visibili alcuni smartphone e bicchieri. Lo sfondo è leggermente sfocato, ma si intravedono altre persone e una vegetazione rigogliosa, creando un'atmosfera rilassata e conviviale.
Alessandro Biamonti (Dipartimento di Design) e Sara Mariazzi (EQUA Cooperativa Sociale)

Negli anni il fenomeno dell’invecchiamento è stato motivo di studio per una ricerca mirata all’introduzione di nuovi servizi alla persona nell'ottica di un eventuale cambio di domanda in futuro. Da queste premesse nasce la consapevolezza di dover apportare un’innovazione tecnologica all’interno del cosiddetto Active Ageing, ossia un invecchiamento attivo, contraddistinto dalla totalità di comportamenti, pratiche e stili di vita utili ad attenuare l’insorgenza di problematiche relative all’invecchiamento.

Nell'ambito delle ricerche per trattare le malattie legate all’invecchiamento della popolazione, quelle sull’Alzheimer occupano uno spazio fondamentale. Settembre è infatti il mese mondiale dedicato alla cura e alla prevenzione di questa sindrome, titolazione che si è resa necessaria quando il 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, non è più stato sufficiente per contenere le necessarie attività di divulgazione, formazione, informazione che l’attuale dimensione della sindrome necessita, sindrome che è in crescita sia internamente alle diverse società, sia su scala planetaria.

Al centro della scena, una complessa struttura scultorea bianca, caratterizzata da linee fluide e avvolgenti, è parzialmente ricoperta da una sostanza verde scuro e viscosa. Il liquido sembra colare e aderire alla superficie dell'oggetto, creando un contrasto netto tra la purezza del bianco e l'aspetto denso e organico del fluido. Sullo sfondo, l'ambiente appare come un laboratorio o un set futuristico altamente tecnologico, con pannelli bianchi che riportano la scritta ripetuta "SPACE4INSPIRATION". Sulla destra è visibile una struttura a scaffalatura metallica, che rafforza l'idea di un ambiente di stoccaggio o di test scientifico. La composizione suggerisce un'indagine sulla crescita biologica, la lubrificazione o la gestione di fluidi in condizioni ambientali controllate, tipiche della ricerca spaziale.
Prof. Mario Bisson all'interno del laboratorio EDME. Attraverso la piattaforma sarà possibile sviluppare progetti e ricerche applicate sperimentando servizi e prodotti innovativi in collaborazione con gli enti promotori

I numeri sono genericamente drammatici e segnano incrementi quasi esponenziali nei prossimi decenni. La crescita dei casi è data dal procedere inesorabile della sindrome con l'aumentare della popolazione anziana. Infatti, se da una parte il progressivo invecchiamento della popolazione è il risultato di una migliore qualità della vita, di migliori cure mediche, e di una condizione di benessere generalmente più diffusa, dall’altra è proprio il processo di invecchiamento a costituire la base per lo sviluppo della sindrome.

Ma oltre al numero delle persone affette da Alzheimer, bisogna tener conto che la malattia ha un impatto anche sui familiari e i caregiver intorno a loro. Questo significa che, per ogni persona affetta da Alzheimer, un nucleo familiare di almeno 3-5 persone che appartengono a 2-3 generazioni diverse, subisce gli effetti della malattia. Se consideriamo questa dinamica applicata ai circa 1,5 milioni di persone che nel nostro paese soffrono di demenza da Alzheimer risulta evidente l'impatto sulla società.

Per contrastare questo stato di cose al momento abbiamo a disposizione tre strumenti.

  • L'approccio farmacologico. Molto complesso da gestire, che può dare buoni risultati in una fase preliminare, ma che si è rivelato inefficace in termini di “cura", piuttosto invasivo e non sufficiente nelle fasi più compromesse.
  • L'approccio non-farmacologico. Superata una diffidenza iniziale negli ultimi 15-20 anni, grazie alla particolare sensibilità, adattabilità e ascolto del vissuto personale, è diventata la risorsa principale, soprattutto nelle fasi di crescente compromissione. Si articola in diversi approcci, modelli e forme, spesso con protocolli ben definiti. Si tratta dell'ambito terapeutico la cui efficacia può essere aiutata da una adeguata azione progettuale, in dialogo con i terapeuti.
  • La prevenzione. A causa della complessità e imprevedibilità dell'evoluzione della sindrome in ogni individuo, non esiste una univoca ricetta che scongiuri definitivamente il pericolo. Risulta da tempo però evidente come alcune buone pratiche, stili di vita, comportamenti, possano risultare decisamente positivi per attenuare e rallentare l'insorgenza di sintomi.

La ricerca tecnologica gioca pertanto un ruolo fondamentale in questo contesto, al fine di fornire strumenti e sviluppare strategie in grado di migliorare la qualità della vita della popolazione over 65.
In tal senso la JRP Active Ageing permetterà agli attori coinvolti nell’iniziativa di sviluppare strategie innovative, mettendo a fuoco e, in alcuni casi, anticipando, soluzioni finalizzate a rispondere in modo più efficace ai bisogni emergenti, e quindi a risultare competitivi sul mercato attuale e futuro.

L'immagine cattura un momento di interazione diretta e assistita con una lavagna digitale, parte di un'attività laboratoriale o riabilitativa. In primo piano, una donna dai lunghi capelli biondi e mossi, che indossa una maglia blu e una mascherina chirurgica, sostiene e guida un uomo anziano mentre scrive su una superficie proiettata. L'uomo è ritratto di spalle e sta scrivendo la parola "GRAZIE" in corsivo verde utilizzando una penna digitale o un puntatore. Sulla parete è proiettata l'interfaccia di un software di disegno (simile a Paint 3D), completa di tavolozza colori e strumenti di editing. A sinistra della parola si nota il disegno stilizzato di una farfalla colorata. L'immagine trasmette un senso di calore umano e supporto, evidenziando come la tecnologia possa essere utilizzata per favorire l'espressione personale e la comunicazione in contesti di assistenza o educazione.
L'utilizzo di strumenti tecnologici aiuterà l’interazione con i soggetti deboli

Grazie alla sua natura multidisciplinare, la piattaforma comprenderà nella sua progettualità numerosi temi di ricerca orientati su diversi orizzonti temporali: da progetti finalizzati a dinamiche di prevenzione fino a progetti di entertainment, dallo sviluppo di nuove politiche urbane e residenziali che vadano incontro ai nuovi bisogni fino a progetti culturali inclusivi, da studi e valutazioni su tecnologie assistive, domotiche e di AI, fino a progetti sportivi e di formazione.

In primo piano, di profilo o di spalle, si vedono tre persone impegnate in una conversazione. A sinistra, una donna bionda con una camicia bianca osserva con un'espressione sorridente e attenta il suo interlocutore. Quest'ultimo, sulla destra, è un uomo più anziano che indossa occhiali da vista, una giacca scura e una cravatta azzurra, suggerendo un ruolo di autorità o di rappresentanza. Tra di loro si intravede la nuca di un uomo con i capelli ricci e la barba grigia (già apparso in altre foto del set). Lo sfondo è molto luminoso e leggermente sfocato, mostrando una piazza o un cortile dove si muovono altre persone e un bambino in bicicletta, creando un contrasto tra la solennità del colloquio in primo piano e la vivacità della vita quotidiana circostante.
Alessandro Biamonti, Sara Mariazzi e Marco Trabucchi, fondatori e promotori del JRP Active Ageing

Partner Fondatori

Fondazione Politecnico di Milano
Dipartimento di Design, Politecnico di Milano

Promotori dell'iniziativa

EQUA Cooperativa Sociale
Gruppo di Ricerca Geriatrica

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