Lab.I.R.Int, Genera e Comune di Milano. Casa Chiaravalle

Due persone interagiscono sotto una struttura in legno chiaro che ricorda un telaio o un padiglione autoportante. In primo piano, una persona in canottiera tocca un tessuto a maglia grossa con un traforo a scacchiera irregolare, caratterizzato da un intreccio di fili colorati nei toni dell'arancione, dell'ocra e del rosso. Sullo sfondo, una donna con una mascherina chirurgica nera e una maglia color terracotta gesticola con le mani, probabilmente spiegando il processo di realizzazione o le proprietà tattili del materiale. La scena, immersa in un ambiente verde e naturale, suggerisce un workshop o una sperimentazione di bio-design e interazione umana.

Dal 20 al 22 maggio un gruppo di laureandi in Design degli Interni ha progettato e realizzato stanze ed esterni per Cascina Grace, una foresteria per anziani che la Cooperativa Genera sta avviando all’interno di Casa Chiaravalle, il bene confiscato più grande della Regione Lombardia, in concessione dal Comune di Milano.

Genera da diversi anni, e ancor più oggi, è impegnata nella progettazione e realizzazione di luoghi innovativi per la cura di persone anziane, luoghi aperti alla comunità e caratterizzati dalla dimensione abitativa e intergenerazionale, luoghi nei quali persone di tutte le età si prendono cura reciprocamente.

Gli spazi di Cascina Grace saranno vissuti inizialmente per una accoglienza estiva di persone anziane e successivamente destinati ad una sperimentazione di Villaggio Alzheimer, il secondo dopo quello realizzato nel quartiere di Figino. Sulla base di questa ultima, delicata e più fragile utenza gli studenti hanno calibrato i progetti. Gli studenti si sono “presi cura” degli spazi della residenza rendendoli accoglienti e unici, pronti ad accogliere i futuri ospiti all’interno di un ambiente domestico e confortevole. Durante le due giornate di workshop hanno realizzato gli allestimenti progettati per le camere, dove ogni stanza è declinata seguendo un tema differente che le rende uniche, e per alcuni spazi nell’area verde che circonda la struttura, attraverso strutture ombreggiate che permettono di vivere il giardino ed un campo da bocce all’ombra degli alberi.

Un uomo in giacca e cravatta guarda verso l'alto all'interno di una stanza verde salvia, decorata con un murale floreale e piccole cornici botaniche. L'atmosfera è composta e istituzionale.
L'immagine mostra un padiglione temporaneo situato in un parco o giardino boschivo. La struttura è costituita da un telaio essenziale in legno chiaro, con una geometria a capanna che richiama la forma di una piccola casa. Tre ampi teli di un blu intenso sono drappeggiati sul tetto e sulle pareti laterali, creando uno spazio riparato e ombreggiato. All'interno si trova un'unica sedia rossa, che crea un forte contrasto cromatico con il verde della natura e il blu del tessuto. L'allestimento suggerisce una riflessione sullo spazio minimo e sul rapporto tra architettura, colore e ambiente naturale.
Una struttura a capanna in legno chiaro poggia su blocchi di cemento in mezzo al verde. Al suo interno, due sedie rosse brillanti sono posizionate l'una di fronte all'altra, creando un forte contrasto cromatico con l'ambiente naturale e la semplicità del telaio ligneo.
Tre uomini, che indossano mascherine chirurgiche, sono impegnati in una discussione in un giardino. L'uomo al centro, con barba e camicia grigia, indica verso l'esterno dell'inquadratura, probabilmente spiegando un progetto. Sullo sfondo si notano degli studenti seduti a un tavolo da picnic sotto una struttura leggera in bambù, suggerendo l'atmosfera di un workshop o di una revisione accademica nel verde.

Questi progetti nascono nell’ambito delle sperimentazioni fatte dal team di ricerca Lab.I.R.Int per la costruzione di Habitat terapeutici a supporto delle Terapie Non Farmacologiche per l’Alzheimer, in collaborazione con GENERA Onlus, all’interno del laboratorio GRACE_Lab.

Al termine del workshop abbiamo ricevuto le visite del Sindaco Beppe Sala, dell’Assessore Gabriele Rabaiotti e del Prof. Marco Trabucchi. Presente anche Pierfrancesco Majorino, ex Assessore alle Politiche Sociali, che in questi anni ha seguito la rinascita del bene confiscato.

L'immagine mostra un angolo di una stanza arredato con uno stile essenziale e un tocco vintage, caratterizzato da un'estetica pulita su una parete bianca. Sulla parete spicca un murale stilizzato che raffigura rami di magnolia con fiori rosa acceso. L'arredamento è composto da due mensole bianche sfalsate: quella superiore ospita una radio d'epoca dal design rettangolare e tecnico, mentre quella inferiore regge una lampada da tavolo moderna e minimale, interamente bianca. L'insieme crea un piacevole contrasto tra la tecnologia del passato e il design contemporaneo.
In primo piano, due mani reggono uno smartphone nero orizzontalmente, catturando una foto. Sullo schermo del telefono si vede l'immagine di un'altra persona, con indosso una mascherina chirurgica azzurra e una felpa grigia, in piedi accanto a una struttura del letto a doghe di legno, simile a quella presente nella stanza reale. Lo sfondo reale è una stanza con una parete dipinta di un verde salvia opaco, decorata con un murale stilizzato che raffigura rami di magnolia fioriti con fiori bianchi. La persona reale inquadrata nel telefono è visibile anche sullo sfondo, a destra, sfocata e intenta a maneggiare un foglio di istruzioni. L'illuminazione è naturale e proviene da destra, creando ombre sulla parete. L'atmosfera è laboriosa e documentaristica.

Studenti:
Agnese Azzola, Alessio Ruggieri, Arianna Terzi, Eleonora Alberti, Elisa Morandi, Elisa Sozzi, Fabio Rossi, Francesca Sena, Francesco Bivona, Francesco Ciceri, Ilaria Molteni, Ilaria Veronese, Juncheng Xiang, Kaiserin Alen Panganiban, Lorenzo Filippi, Martina Gelmi, Matilde Agnello, Marta Menassi, Matteo Cassina

Tutor:
Lorenzo Fossi

Coordinamento POLIMI:
Alessandro Biamonti, Silvia Maria Gramegna

Coordinamento GENERA:
Andrea Coden, Sara Mariazzi

Ringraziamenti:
Lab. Allestimenti Paolo Padova del Dipartimento di Design per il supporto tecnico, Armando Sena per il prezioso aiuto Elena Galimberti per i bellissimi scatti

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