PARIPASSO - Per crescere insieme

Il progetto di ricerca e i workshop di progettazione partecipata

Una bambina con i capelli ricci raccolti è ritratta di spalle mentre disegna con un pennarello arancione su una superficie trasparente, probabilmente una lastra di plexiglass o una vetrata. Sul pannello si intravede il tratto semplice di un disegno infantile, mentre lo sfondo rivela un ambiente educativo luminoso, con scaffali colmi di libri e figure sfocate che suggeriscono la presenza di altre persone in aula. L'immagine cattura un momento di libera espressione creativa e apprendimento attivo, mettendo in luce l'importanza della manualità e dell'immaginazione nei processi formativi della prima infanzia.

Il Dipartimento di Design è partner del progetto PARIPASSO – Per crescere insieme, finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”. Rivolto ai bambini da 0 a 6 anni, con particolare attenzione ai primi 1000 giorni di vita, il progetto sperimenta un modello flessibile di accesso ai servizi educativi, volto a coinvolgere progressivamente le famiglie in condizioni di fragilità in pratiche consapevoli di educazione e cura per la prima infanzia.

Guidato dalla Cooperativa Sociale Stripes Onlus, il progetto PARIPASSO si sviluppa in cinque territori — Castel Volturno, Roma, Desio, Valle Trompia e Bari — attraverso la creazione di hub territoriali per l’infanzia. Questi spazi sono pensati per accogliere bambini e famiglie, in particolare famiglie fragili spesso escluse dai servizi tradizionali.

L’attività di progettazione degli hub, negli interni come nel contesto urbano, indaga come polifunzionalità, flessibilità e accessibilità possano generare luoghi di “soglia”, capaci di favorire l’incontro e il coinvolgimento delle comunità locali.

Due donne siedono l'una di fronte all'altra in un'elegante sala storica, impegnate in una conversazione distesa e sorridente durante un'intervista o un dibattito pubblico. La donna a sinistra, con occhiali e completo scuro, tiene in mano alcuni fogli di appunti, mentre la sua interlocutrice ascolta con attenzione in una posa rilassata. Lo spazio è caratterizzato da un raffinato pavimento in graniglia, porte decorate e un grande quadro astratto sullo sfondo, oltre a un pannello informativo sulla sinistra che documenta attività di workshop. L'immagine trasmette un'atmosfera di scambio culturale e professionale autentico, tipica dei talk dedicati al design e all'innovazione sociale in contesti istituzionali.
Gemini ha detto Un allestimento espositivo all'interno di uno spazio educativo luminoso presenta il progetto "LA PICCOLA E GRANDE BARI", focalizzato sulla ricerca del contesto educativo e sul concept di progetto. Su una parete mobile bianca sono affissi due lunghi pannelli verticali ricchi di illustrazioni, testi e schemi architettonici, mentre sul tavolo antistante è posizionato un plastico volumetrico bianco che riproduce in scala le strutture studiate. L'ambiente circostante, caratterizzato da un vivace pavimento giallo e arredi a misura di bambino come sedie colorate e panche azzurre, sottolinea la natura partecipativa e pedagogica dell'iniziativa, volta a integrare il design urbano con le esigenze delle nuove generazioni.

In questo ambito, il team di ricerca del Dipartimento di Design contribuisce a sviluppare il modello di hub come strumento di supporto alla genitorialità, promuovendo un approccio educativo multidisciplinare e valorizzando le esperienze dei partner territoriali per costruire una legacy condivisa e duratura.

Il Dipartimento ha curato due workshop di progettazione partecipata, presso gli hub di Bari (novembre 2024) e Desio (maggio 2025) che hanno coinvolto studenti di design, pedagogisti della rete PARIPASSO e famiglie del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e la co-responsabilità all’interno della comunità.

Tre giovani sono accovacciati a terra in un laboratorio o in un'aula luminosa, collaborando con entusiasmo alla realizzazione di un prototipo. Una ragazza al centro, sorridente, tiene ferma una struttura in legno mentre un compagno applica con cura della colla bianca da un flacone. L'immagine cattura un momento di apprendimento attivo e condivisione creativa, dove il lavoro di squadra e l'approccio manuale diventano strumenti fondamentali per dare forma alle idee. L'atmosfera informale e la partecipazione visibile dei protagonisti sottolineano il valore della sperimentazione pratica nel percorso formativo di nuovi designer o progettisti.
Un bambino con i capelli ricci e un gilet rosso a fantasia è assorto nel gioco o nella costruzione presso un tavolino basso in un ambiente scolastico. Sul tavolo, maneggia piccoli elementi modulari di carta bianca e gialla, simili a quelli presentati nel plastico del progetto "LA PICCOLA E GRANDE BARI" visto in precedenza. L'immagine mette a fuoco la concentrazione e la gestualità del bambino, sottolineando il valore della manipolazione fisica e della progettazione ludica come strumenti di apprendimento. Sullo sfondo, arredi colorati e poster informativi confermano il contesto di un laboratorio didattico innovativo, dove il design diventa un linguaggio accessibile anche ai più piccoli.

Spazi leggeri per accogliere le famiglie. Il workshop a Bari

L’Hub di Bari ha ospitato dal 6 al 9 novembre 2024 le docenti del Dipartimento, Barbara Camocini e Elena Giunta, insieme alle studentesse della Scuola del Design Catharina Dias, Martina Manfè, Elisa Poma, Francesca Porcile e Sara Vasco, per lo svolgimento del workshop intitolato “Spazi leggeri per accogliere le famiglie” nel lavoro di co-progettazione con genitori e con i referenti pedagogici del progetto Michela Brugali di Stripes e Valentina Colonna dell’Associazione di Promozione Sociale Mama Happy, che gestisce l’Hub oggetto dell’intervento.

Una giovane studentessa o professionista è concentrata davanti allo schermo di un laptop mentre lavora su un complesso software di progettazione CAD. L'inquadratura ravvicinata mette in risalto l'interfaccia tecnica del programma, popolata di icone, strumenti di disegno e coordinate, evidenziando la precisione e le competenze digitali richieste nel design contemporaneo. La scena si svolge in un ambiente collaborativo, come suggerito dalle figure sfocate e dai tavoli colorati sullo sfondo, catturando un momento di applicazione pratica dove la creatività si fonde con la modellazione tecnica rigorosa.

Il workshop ha avuto come obiettivo l’ideazione di soluzioni progettuali volte alla valorizzazione degli spazi esterni adiacenti alla scuola (il cortile e l’area pubblica antistante), attraverso interventi di allestimento leggeri pensati per accogliere e supportare attività rivolte a genitori e bambini.

Oltre a offrire un sostegno concreto alle attività dell’Hub, gli allestimenti mirano a rafforzare la narrazione del progetto sul territorio e a proporre un sistema tematico di elementi in grado di ospitare eventi per la cittadinanza, incentivando così un uso più attivo e partecipato degli spazi esterni.

I prototipi:

Cavalletto e cornice di Elisa Poma è costituito da una famiglia di elementi che creano uno spazio definito e protetto per ospitare molteplici attività educative indirizzate alle famiglie e promuovere i servizi offerti dagli hub PARIPASSO attraverso elementi di supporto alla comunicazione diffusi nella città. L’approccio di progetto indaga le possibilità offerte dalla combinazione tra due elementi allestitivi singoli “Cavalletto e Cornice”, realizzati in due diverse ‘taglie’ e aggregati secondo modalità diverse.

La piccola e grande Bari di Catharina Dias, Martina Manfè, Francesca Porcile, Sara Vasco mira a offrire ai bambini da 0 a 3 anni e ai loro accompagnatori uno spazio per esplorare e scoprire insieme, rafforzando il legame attraverso un’esperienza educativa e ludica. Pensato per Bari, valorizza il contesto urbano e culturale, proponendo un percorso di scoperta delle icone architettoniche locali. Un allestimento interattivo e una comunicazione visiva stimolano la curiosità e la crescita dei bambini tramite il gioco e l’interazione con l’ambiente cittadino.

Luoghi educativi accoglienti come approccio pedagogico di sostegno alle famiglie. Il workshop di Desio

Le studentesse Alice Abela, Martina Crivellaro, Anna Meregalli, Giulia Mastrantonio e Giulia Tassoni, guidate dalle docenti Barbara Camocini e Elena Giunta, hanno condotto, nel mese di aprile 2025, un’attività di documentazione e progettazione, che ha portato nella fine del mese di maggio 2025 alla realizzazione di prototipi sul campo presso l’Hub di Desio. Tali proposte, per campagne di comunicazione e allestimenti puntuali, sono state pensate per promuovere le attività dell’Hub nel contesto urbano, coinvolgendo anche il parco di Villa Tittoni, adiacente alla struttura.

Una giovane donna è accovacciata all'aperto mentre lavora con precisione alla realizzazione di un prototipo o di una segnaletica urbana in cartone. Utilizzando sagome ritagliate e una bomboletta di vernice spray posizionata accanto a sé, sta assemblando o decorando una struttura all'interno di una grande scatola, trasformando materiali di recupero in strumenti di comunicazione o design. La scena cattura una fase di sperimentazione pratica e manuale, tipica dei processi di autocostruzione e progettazione partecipata che portano il design direttamente nello spazio pubblico.
Una giovane professionista o studentessa lavora con attenzione all'interno di un laboratorio luminoso, focalizzandosi sulla preparazione di materiali per un progetto di design o scenografia. Sul tavolo da lavoro sono disposti rotoli di pellicola riflettente, sagome circolari e strumenti da taglio, mentre la ragazza applica con cura del nastro adesivo tecnico. Sullo sfondo, manichini da sartoria e scaffali organizzati con materiali suggeriscono un contesto di produzione creativa legato alla moda o al design del prodotto. La scena trasmette l'importanza della precisione manuale e della cura del dettaglio nelle fasi di prototipazione all'interno di uno spazio di co-working o accademico.

Integrando competenze di design degli spazi, prodotto e grafica, il workshop ha consentito di sviluppare, con il contributo dello staff di pedagogiste di Stripes, prototipi di micro-allestimenti educativi successivamente presentati alle famiglie che frequentano l’Hub, nonché alla cittadinanza di Desio.
I progetti offrono spunti di riflessione sulla relazione tra adulto e bambino, sia negli spazi interni che esterni di tutti gli hub coinvolti nel progetto PARIPASSO.

Gemini ha detto Un pannello informativo verticale, inserito in una prestigiosa sala storica decorata con stucchi dorati, presenta il concept progettuale "Il gioco simbolico come linguaggio universale". Il poster descrive l'importanza dell'immaginazione e dell'accessibilità nel design educativo, illustrando attraverso grafiche circolari colorate e fotografie ambientate come i pannelli sensoriali possano trasformarsi in dispositivi narrativi per i bambini. Sulla sinistra, alcuni elementi fisici del progetto, come dischi specchianti e traforati, pendono dal soffitto, creando un dialogo visivo tra la teoria esposta e la sperimentazione materica. L'allestimento mette in luce un approccio inclusivo al design, dove la semplicità delle forme e la varietà dei materiali favoriscono un'esplorazione libera e multisensoriale.
Un'installazione scultorea composta da grandi moduli geometrici in materiale leggero e biancastro è posizionata al centro di una sala storica dal pavimento a mosaico e pareti ornate con boiserie dorate. I tre elementi, dalle forme angolari che ricordano formazioni rocciose o strutture architettoniche astratte, poggiano su un tappeto circolare con sfumature colorate, invitando all'interazione fisica e spaziale. Sullo sfondo, grandi pannelli verticali presentano il concept "Un mondo da fare e disfare", illustrando attraverso schemi e disegni come questi moduli possano essere configurati per creare paesaggi ludici e rifugi. L'immagine rappresenta un felice connubio tra il design contemporaneo orientato alla pedagogia attiva e il fascino senza tempo di un contesto istituzionale d'eccellenza.

I prototipi:

Forma Fiabe di Alice Abela è un teatro interattivo in cui i bambini possono sprigionare la propria fantasia e immergersi in un mondo fatto da forme che prendono vita creando avventure sempre diverse. Applicando le forme alla struttura, i bambini creano scenari, personaggi e ambienti ogni volta differenti, in cui si possono immergere anche loro stessi, diventando veri e propri protagonisti della storia. Raccontare storie diventa un’esperienza educativa condivisa che favorisce lo scambio, l’ascolto, l’empatia e la costruzione di un immaginario comune.

Grow Slow – Semi di pazienza di Martina Crivellaro nasce con l’obiettivo di ideare un’attività educativa rivolta a bambini da 0 a 3 anni. Ispirato al parco di Villa Tittoni a Desio, il progetto valorizza lo spazio all’aperto e i suoi elementi naturali, dando vita a un sistema composto da quattro moduli pensati per allestire aree dedicate al giardinaggio. Attraverso un’esperienza concreta e immersiva, Grow Slow offre ai bambini la possibilità di entrare in contatto con il ritmo lento, ma costante, della natura, promuovendo un apprendimento sensoriale basato sulla pazienza, sull’osservazione e sulla cura.

Piccoli Mondi di Anna Meregalli nasce nella cornice dei progetti di soglia, pensati per creare connessioni significative tra interno ed esterno. Si tratta di un micro-sistema allestitivo temporaneo, costituito da elementi di arredo mobili ma durevoli nel tempo, che estendono le funzioni e le attività del servizio indoor verso l’esterno. Un telo, realizzato in materiale plastico resistente all’uso outdoor, funge da base narrativa: attraverso forme astratte e colori semplici richiama paesaggi immaginari, stimolando il gioco libero e l’interpretazione individuale.

Due visitatrici osservano con attenzione un pannello espositivo verticale che illustra il progetto "GROW SLOW - SEMI DI PAZIENZA" di Martina Crivellaro. Il poster approfondisce la ricerca sugli "Spazi che educano" e il concept di "Modularità educativa", integrando testi esplicativi, fotografie di bambini impegnati in attività all'aperto e schemi tecnici di arredi modulari in legno. Sulla sinistra, una delle due donne scatta una foto al pannello con il proprio smartphone, documentando l'interesse per le soluzioni pedagogiche e di design presentate. La scena testimonia un momento di divulgazione e confronto professionale su come l'architettura e il design possano favorire percorsi di apprendimento lenti e consapevoli, in sintonia con i ritmi della natura.
Un allestimento espositivo all'interno di una sala storica introduce il progetto "Teatro portatile", un'iniziativa che esplora il legame tra gioco e narrazione. Davanti a un camino monumentale in marmo scolpito, è posizionato un pannello rettangolare autoportante con una struttura in legno grezzo (OSB) e una superficie centrale semitrasparente su cui sono applicate diverse forme geometriche colorate: un quadrato blu, un triangolo rosso, un rettangolo verde e un triangolo rosa. Sulla destra, un grande poster informativo illustra il concept del progetto attraverso disegni tecnici e schemi che mostrano come la struttura possa essere utilizzata per attività teatrali e performative. L'integrazione di materiali contemporanei e forme astratte in un contesto architettonico antico, caratterizzato da raffinati pavimenti a mosaico e boiserie dorate, sottolinea la volontà di creare nuovi spazi di espressione creativa e dialogo interdisciplinare.

Enigma a colori di Giulia Mastrantonio è pensato per attirare e coinvolgere le famiglie di Desio, rendendo Villa Tittoni una meta interessante e accessibile per grandi e piccoli. Al centro dell’iniziativa l’attenzione alla relazione tra genitore e figlio: il percorso verso la Villa diventa un momento di condivisione e dialogo, in cui viene stimolata l’immaginazione grazie a una serie di sagome colorate installate lungo il tragitto, pensate per incuriosire e stimolare storie.

Facciamo che… di Giulia Tassoni ha l’obiettivo di raccontare l’approccio pedagogico dell’Hub PARIPASSO di Desio evocando un’idea di infanzia fondata sull’immaginazione, la relazione e la libertà di interpretazione. Attraverso elementi allestitivi leggeri, modulabili e accessibili, invita a giocare nel presente, co-immaginare e stare nello spazio pubblico come luogo educativo aperto. L’obiettivo pedagogico è stimolare l’autonomia e il pensiero creativo: ogni pannello è una suggestione, non una regola, può diventare qualsiasi cosa. Il gioco è esplorativo e sensoriale: i bambini possono toccare, guardare, muoversi attorno e attraverso i pannelli, attivando linguaggi diversi e creando narrazioni che diventano occasione di dialogo con gli adulti.

«L’obiettivo principale del Dipartimento di Design all’interno del progetto è restituire un modello che si concretizza nella realizzazione di hub di accoglienza per l’infanzia: il frutto della collaborazione tra diverse energie e discipline.»

(Barbara Camocini, responsabile del progetto per il Dipartimento di Design)

In un'aula luminosa e colorata, un gruppo di bambini partecipa a un laboratorio creativo sotto la guida di un'adulta. I piccoli sono raccolti attorno a una struttura autoportante in legno che sorregge un pannello bianco, sul quale vengono tracciati segni e applicati fili colorati per creare una composizione astratta. L'ambiente, caratterizzato da un vivace pavimento giallo e arredi a misura di bambino, favorisce un clima di apprendimento esperienziale e condivisione. L'immagine cattura l'essenza della didattica attiva, dove il design e l'arte diventano linguaggi per esplorare la manualità e la collaborazione sin dai primi anni di formazione.

Photo credits: Elisa Ercolani e Anna Morali per Mission Bambini

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