House and Studio Museums between Art and Design

A cura di Anna Mazzanti

Sfondo astratto nei toni del viola, con forme geometriche morbide e sfumate. Si distinguono curve ampie e frecce stilizzate orientate in direzioni diverse, immerse in un effetto gradiente che crea profondità e movimento.

Un volume per esplorare case e studi come spazi vivi del faber, in cui arte, design e pratiche curatoriali si intrecciano.

Le case e gli studi di artisti, architetti e designer, intesi come spazi del faber, costituiscono il nucleo tematico di House and Studio Museums between Art and Design – Research methods and design strategies. L’opera si propone di analizzare in che modo queste dimore e luoghi di lavoro, già configurati come musei o destinati a esserlo dopo la scomparsa dei loro proprietari, possano essere oggetto di uno studio sistematico, di una classificazione e di una valorizzazione attraverso le prospettive disciplinari della storia dell’arte, della museologia e del design.

Il volume trae origine dal progetto di ricerca D.E.SY Designing Enhancement Strategies and Exhibit Systems for Italian House and Studio Museums e sviluppa un quadro tipologico degli spazi del faber in Lombardia, con particolare attenzione al contesto milanese. In questo ambito, vengono esplorate le potenzialità narrative, esperienziali e curatoriali di tali luoghi, in relazione alle pratiche contemporanee del design e della curatela.

Diagramma di Sankey che illustra le relazioni tra le tipologie di faber (come pittore, scultore, designer, architetto e altri), i tipi di spazi (atelier/studio e archivio, atelier/studio, atelier domestico, casa-museo), le fasi della musealizzazione e lo stato attuale dell'attività del faber (faber inattivo, faber attivo o erede attivo).
Rappresentazione grafica della relazione tra faber, tassonomia dello spazio, processo di musealizzazione in corso e attività di faber in corso (elaborazione dell'autrice). Immagine tratta dal saggio “Towards a Taxonomy of Faber’s Spaces: Milan and the Lombardy Region” di Alessandra Spagnoli.

I contributi raccolti affrontano diverse tipologie: case museo, case atelier, studi e archivi di studio, e si confrontano con tematiche quali l’aura e il genius loci di questi ambienti, i processi di musealizzazione e ricostruzione, nonché i dispositivi narrativi, analogici e digitali, finalizzati alla loro valorizzazione.

Attraverso l’integrazione di approcci storici, museologici e progettuali, il volume propone una lettura polisemica degli spazi del faber, intesi come microcosmi vitali e autoritratti tridimensionali. In tal modo, esso offre un terreno metodologico condiviso e strumenti operativi rivolti a ricercatori, curatori, designer e istituzioni culturali.

Immagine composita che mostra disegni tecnici e fotografie d'archivio della Sala del Piombo e dello Zinco progettata da Franco Albini per la «Mostra autarchica del minerale italiano» del 1938 a Roma, con in particolare i piani di allestimento e le vedute dei macchinari industriali e delle esposizioni a forma di galleria.
Disegni e fotografie della Sala del piombo e dello zinco, progettata da Albini per Montecatini, alla Mostra autarchica del minerale italiano, Roma, 1938. Archivio della Fondazione Franco Albini. Immagine tratta dal saggio “Virtualisation and Digitalisation as Tools for Re-Reading the Ephemeral: The Case of the Franco Albini Foundation” di Chiara Lecce.

Il volume si articola in tre sezioni: 

  • Methods and Theories
  • Stories
  • Practices 

Contributi di: Marta E. Cecchi, Giampiero Bosoni, Alessandra Spagnoli, Raffaella Trocchianesi, Rita Capurro, Barbara Di Prete, Davide Spallazzo, Martina Sciannamè, Mauro Ceconello e Chiara Lecce.

House and Studio Museums between Art and Design è disponibile in catalogo open access di FrancoAngeli.

Condividi su: